Descrizione
Se è vero che una rondine non fa primavera, è vero però che ogni primavera le rondini tornano sotto i nostri tetti, ricordandoci che la natura abita ancora -e per fortuna!- le nostre città. Con l’arrivo della bella stagione le città cambiano volto e...abitanti. Assieme alle rondini, che tornano con la prima migrazione, arrivano a seguire anche balestrucci e rondoni.
Parchi, giardini, viali alberati e persino edifici offrono punti di sosta e di alimentazione per gli uccelli migratori insettivori di ritorno dal lungo viaggio. La loro presenza non è solo un segno della primavera: è anche un indicatore della salute dell’ambiente urbano. Tra queste specie, la rondine svolge un ruolo chiave, contribuendo all’equilibrio degli ecosistemi urbani e rurali.
La rondine è un predatore specializzato, un insetticida naturale a costo zero. Si nutre infatti di animali fastidiosi e infestanti, ovvero zanzare, mosche, tafani, afidi, coleotteri e altri insetti che, se in soprannumero, diventano parassiti per le piante o veicoli di malattie per l'uomo e gli animali domestici. Proteggere un nido sotto il proprio tetto di casa significa avere un sistema di disinfestazione naturale, gratuito ed ecologico.
Se le rondini scelgono di stare nei paraggi delle vostre abitazioni, significa che l'ambiente è ancora sufficientemente sano e l’aria ancora abbastanza buona.
Al contrario, la loro scomparsa è un campanello d'allarme per la biodiversità urbana: un segnale che l'equilibrio naturale si sta spezzando.
Ma non è solo il buonsenso a dirci di proteggere le rondini e i loro nidi, ci pensa anche la legge, come la legge 157/1992, la legge regionale Toscana 30/2015. Distruggere o danneggiare i nidi è un reato che prevede sanzioni amministrative e penali. Durante i lavori alle facciate, i nidi vanno rispettati: bisogna aspettare che siano vuoti e adottare soluzioni che ne consentano il ritorno e avere le rondini come vicine di casa per
qualche settimana è comunque semplice e poco costoso. Custodire un nido significa proteggere un ciclo che si ripete da millenni e permettere alle future generazioni di meravigliarsi del suo ritorno. Se quest’anno vedi un nido sul tuo palazzo, non considerarlo un problema: è un onore.
La natura ha scelto casa tua!
Ma cosa fare per soccorrere una rondine, un balestruccio o un rondone ferito? La prima cosa da capire è che un uccello di questa specie a terra è sempre in difficoltà, poiché hanno zampe cortissime che non permettono loro di darsi la spinta per riprendere il volo dal
suolo. Quindi, cerca di recuperare l’animale con delicatezza, usando un panno o dei guanti, non per il rischio di trasmissione di malattie, ma perché sono animali estremamente fragili. Dopo il recupero, mettilo in una scatola di cartone praticando dei fori per il passaggio dell’aria. Mentre contatti il numero 112, che provvederà a valutare il caso ed eventualmente ad attivare i soggetti deputati al soccorso fauna selvatica in difficoltà, tieni l’animale al buio e al silenzio. Ci sono cose da non fare assolutamente? Sì, sono poche indicazioni ma sono fondamentali! Innanzitutto non maneggiare troppo l’animale, né tentare di farlo volare lanciandolo in aria:la caduta potrebbe ucciderlo. Non nutrirlo in autonomia, le rondini e i suoi “amici” sono insettivori, altri cibi potrebbero essere fatali. Per lo stesso principio non si deve forzare l’idratazione.